Dopo la brutta esperienza del concorso d’oratoria di cui ho raccontato secoli or sono non ho più scritto nulla. Approfittando del raffreddore che mi sono preso e del conseguente tempo libero che si è creato colgo l’occasione per aggiornare i fedelissimi sulle mie ultime vicissitudini.
Chi mi conosce lo sa che ho la testa dura. E chi non mi conosce non ha motivo per venire a leggere questo blog (pussa via intruso). E avendo la testa dura, e per di più vuota, mi sono fatto infilare in un altro concorso di oratoria. È stato esattamente in occasione della festa della cultura della mia università. Per chi non lo sapesse la festa della cultura (o bunkasai 文化祭) è un evento che ha luogo in tutte le università del Giappone in autunno. Non ne conosco origini e storia, e eccezionalmente eviterò di informarmi e poi tediarvi con inutili spiegazioni. Sostenzialmente il bunkasai è la festa della scuola. I vari gruppi di studenti (che possono essere club sportivi o culturali ma anche ad esempio gli studenti di legge del 2° anno) si organizzano per creare vari eventi o più semplicemente per metter su una bancarella di cibarie varie ed eventuali.
Se a sentirlo raccontare da me sembra una buffonata in realtà è un evento serissimo e tutti si impegnano al massimo. Basti pensare che il concorso di mister & miss Gunma Daigaku aveva abiti da fare invidia a miss Italia e un palco da concerto.
Alla fine ha vinto la più cessa, come sempre!
Tra gli altri eventi concerti live, danza moderna, teatro dei burattini, la casa degli spettri e appunto il concorso di oratoria.
A differenza del concorso di oratoria precedente questo era organizzato non dal comune ma dall’università. E la differenza è stata apprezzabile. Non per fare il classista ma il livello intellettuale era profondamente diverso. I partecipanti hanno potuto esprimere liberamente le proprie idee, soprattutto al momento delle domande, che fortunatamente non sono state solo una formalità. Ho pure inaspettatamente ricevuto un premio.
Grazie a questo look mi sono beccato un sacco di complimenti.
Grazie mamma e nonni per avermi regalato “il vestito buono”. È stato molto apprezzato. E infine una foto di gruppo:




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