Il dubbio espresso alla fine del post precedente sul fatto che il racconto sarebbe continuato era evidentemente fondato. A circa un mese di distanza aggiungo qualcosa ad un racconto di eventi già sbiaditi nella mia mente. Leggi il seguito di questo post »
Prima di partire per il Giappone ho incontrato un mio ex professore a Firenze che a Bologna davanti a un gucciniano bicchiere di vino mi ha detto che a novembre sarebbe venuto in viaggio di istruzione a Tokyo con dei suoi studenti di Roma. Nonostante io non rientri tra i cosiddetti “studenti modello” mi ha permesso di unirmi all’allegra comitiva e la settimana scorsa mi sono fatto 4 giorni a Tokyo in giro per musei e posti vari di interesse più o meno storico. Leggi il seguito di questo post »
Dopo la brutta esperienza del concorso d’oratoria di cui ho raccontato secoli or sono non ho più scritto nulla. Approfittando del raffreddore che mi sono preso e del conseguente tempo libero che si è creato colgo l’occasione per aggiornare i fedelissimi sulle mie ultime vicissitudini. Leggi il seguito di questo post »
Dopo aver fatto preoccupare mia mamma dicendole che faccio una vita sregolata volevo tranquillizarla almeno dal punto di vista alimentare. Finalmente è arrivato il fine settimana e finalmente ho mezz’ora libera per me. Questa settimana l’ho “sprecata” per cucinare. Dopo la cena di fortuna di qualche settimana fa ho trovato il tempo di fare la spesa e ho finalmente cucinato nel vero senso della parola. Leggi il seguito di questo post »
Qualche giorno fa attraverso Armando, un mio collega di università, mi ha contattato una certa signora Iizuka dell’associazione per gli scambi interculturali della città di Maebashi. In Giappone sembra siano molte le persone dai 40 in su che hanno come hobbie il prendersi in carico degli stranieri a casaccio e fargli fare delle cose più o meno tradizionali. C’è anche un sistema apposta e gli studenti che vogliono farlo possono farsi assegnare una host family di simpatici vecchietti che gli offriranno pasti vari, li scarrozzeranno in giro qui e là e così via. La signora IIzuka era la host mother di questo Armando e visto che lui è tornato in Italia ora ha puntato me. L’obiettivo era portarmi ad un evento di tango argentino. Visto tutto l’impegno che la signora IIzuka ha messo nel cercarmi non me la sono sentita di rifiutare e mi sono da subito preparato spiritualmente a buttare un prezioso sabato pomeriggio dinnanzi all’ennesimo evento pseudo-culturale pallosissimo. Leggi il seguito di questo post »
In realtà è una cosa vecchia più di una settimana, quindi ammuffita più di quello che mi sono mangiato. Perché forse non tutti sanno che il nattō è in realtà ammuffito. Scientificamente pare sia della soia fermentata con del Bacillus subtilis, ma sinceramente preferisco la versione di mia nonna che quando l’ha visto per la prima volta prima di chiudere gli occhi schifata sostenuta dall’odore pungente dell’alimento in questione l’ha appunto definito “robbaccia ‘nnata a male”. Ciò non significa ovviamente che sia cattivo, anzi. Superato il timore iniziale tipico dell’essere umano, ma particolarmente sviluppato nell’italiano medio, se si prova ad assaggiarlo e si persevera per un po’ di tempo si scopre la bontà di questo fagiolo marcito. Che tra l’atro pare faccia anche molto bene alla salute. Inutile dire che io ne sono da un po’ di tempo dipendente, e nel mio primo pasto in Giappone non poteva certo mancare giustappunto il nattō. Leggi il seguito di questo post »
Spero non si preoccuperà troppo mia mamma ma sto vivendo una vita sregolatissima. Non c’è un giorno in cui mi sveglio alla stessa ora del giorno prima. Non c’è una notte che dormo un numero di ore umano. Nonostante tutto sono proprio in forma, quindi mamma, stai pure tranquilla.
Questa introduzione era per non farvi sorprendere troppo dicendo che oggi dopo aver cenato alle cinque e mezzo del pomeriggio sono andato al mercatino dell’usato vicino casa mia a comprare un lettore DVD da quattro soldi per poter finalmente passare nottate ancora più insonni a vedere film giapponesi. Leggi il seguito di questo post »
Che nome fico che ha il Giappone. Paese del sol levante suona proprio bene. Come si potrebbe non volerci tornare? Ed infatti eccomi qui di nuovo a raccontare le mie gesta di occidentale giunto “per mezzo de lo mirabolante arioplano”. Leggi il seguito di questo post »
Di certo non c’è bisogno di impegnarsi per trovare delle differenze tra la “cultura occidentale” e quella “orientale”. Certo è però che ci sono delle piccole cose che sfuggono alla grande storia, delle cose così insignificanti che non rientrano nel grande marasma delle nozioni che l’uomo in quanto uomo sa. Quelle cose che rientrano nei concetti più ampi e che si possono considerare come un loro dettaglio, ma anche come parte fondante di un essere che non è sezionabile ma composto di infine e infinitesimali parti. Leggi il seguito di questo post »
Per la prima volta, almeno credo, non avendo niente da dire tratterò un argomento che esula completamente dal tema giapponese. Leggi il seguito di questo post »
Come forse qualcuno sa a tempo perso sto raccogliendo materiale e studiando per la mia tesi. La tesi a detta di molti è la degna conclusione del ciclo di studi universitari nonché un momento di crescita non trascurabile. Oltre a ciò si dice anche accrescere la propria capacità di analisi e di sviluppare un proprio metodo di ricerca, che permetterà poi di gioire dei risultati ottenuti al momento del conseguimento del titolo. Ora trovandomi mio malgrado in questa situazione non posso che fare alcune considerazioni in merito. Leggi il seguito di questo post »
Di recente ho fatto una scoperta davvero meravigliosa. Il diario del pellegrino non è prerogativa solo di coloro che percorrono la via Francigena o che intraprendono il cammino di Santiago, ma per la serie “il mondo è piccolo” anche i giapponesi, popolo con radici religiose così diverse da quelle cattoliche possono vantare un loro personalissimo diario del pellegrino. Leggi il seguito di questo post »
Come si evinceva anche da alcuni miei post precedenti i giapponesi hanno un modo tutto loro di divertirsi, che più volte si è cercato di importare in italia con risultati dal medio-basso al pessimo.
Ho già citato le purikura, e andrebbero aggiunti anche i distributori di palline, quelli della bandai, dove da noi si trovano vari tipi di pupazzini e pupazzetti, da winnie the pooh a hello kitty. Ovviamente nel paese che li ha inventati non mancano, e anzi ci si può trovare dentro un po’ di tutto, naturalmente inutili cianfrusaglie. Leggi il seguito di questo post »
Tra le tante lezioni che più o meno volentieri frequento presso l’università di lingue straniere di Kyōto ce n’è una a cui, se ricordo bene, non sono mancato mai. E c’è da dire che è una lezione della prima ora, e quando a forza di respirare l’aria giapponese si comincia ad andare a letto sempre più tardi questo diventa un particolare non trascurabile. Insomma, il martedì mattina, alle 9:10 spaccate comincia la lezione di shodō 書道, che secondo l’usanza viene reso in occidente con il termine calligrafia. Leggi il seguito di questo post »
Camicione lo sa che non so dirgli di no. E anche se a volte passa un po’ di tempo alla fine se mi chiede qualcosa sa che non mi sarà indifferente. Quindi se pensate che sarà una rottura di palle leggere i cazzi degli altri sventolati ai quattro venti, come io penso che sia, potete anche rimetter mano agli impegni in sospeso, e aspettare che io cachi un altro articolo pseudo informativo col rischio che comunque questo non verrà mai. In alternativa avete la mia promessa che almeno stavolta sarò breve, e non per un mio particolare merito, ma semplicemente perché alla richiesta di raccontare cosa faccio in giappone la risposta più ovvia sarebbe dire che non faccio un cazzo. Leggi il seguito di questo post »
Continua seppur con un poco di ritardo la panoramica di ritratti giapponesi. Se la scorsa volta vi avevo mostrato gente comune in abiti civili questa volta la tematica si stringe e si concentra sull’abito cerimoniale. A kyoto infatti ci sono molte festività tradizionali che sono spesso accompagnate da sontuose cerimonie che riprendono antiche tradizioni ormai pressoché perdute. Per chi ricerca, come me, un giappone diverso dalle insegne al neon che sembrano costituirne ormai una faccia, queste cerimonie, accanto alle letture di stampo classico che sembrano interessare solo gli studenti stranieri, sono uno dei pochi appigli ad un passato così importante e che sembra al contempo così lontano. Leggi il seguito di questo post »
…e si porta via le feste. Almeno in Italia. In Giappone invece le feste non finiscono mai, non che questo abbia una benché minima importanza visto che questo paese noto proprio per essere un posto di gran lavoratori sembra non riposare mai. Leggi il seguito di questo post »
Quando si girò si rese conto che quell’uomo era ancora lì, e lo stava seguendo. Era già un po’ che lo faceva, o almeno così gli era sembrato. Di solito non prestava attenzione alla gente che gli stava intorno, ma quel tipo era davvero strano, e anche volendo non avrebbe potuto fare a meno di notarlo. Fino a quel momento non gli era parso necessario accelerare il passo, ma ora cominciava davvero a pensare che provare a seminarlo potesse essere una buona idea, se non altro per poi scoprire che tutti i suoi dubbi erano infondati, che quell’uomo stava solo facendo la sua passeggiata serale e che se avesse infilato la prima traversa e guardato alle sue spalle non lo avrebbe più visto. Leggi il seguito di questo post »
Visto che ben due persone (e che persone! scianchi e la mi’ mamma) mi hanno chiesto di scrivere un articolo in mertito, anche se non ne so assolutamente nulla vedrò di impegnarmi e di scrivere qualcosa, scopiazzando come sempre qua e la, a proposito dei giardini zen, e anche dei giardini giapponesi in generale così da poter mettere qualche foto di quelle che ho fatto. Leggi il seguito di questo post »
Dopo la pesantezza dell’articolo precedente che mi è parso vi abbia un po’ ammosciato, eccovi un po’ di curiosità sulla lingua giapponese. Non preoccupatevi, non sarà una noiosa lezione delle mie su di una lingua che quasi nessuno di voi conosce e di cui ai più non può fregare di meno, ma più che altro delle curiosità universali, che poi riflettono l’atteggiamento relazionale dei giapponesi, fatto spesso di inchini e riverenze che noi tendiamo a sfottere di brutto.
Mi rendo conto ora di non aver affatto parlato della città che da più di un mese mi sta, più o meno gentilmente, ospitando. Bene, vostro malgrado ho intenzione di farlo ora, partendo naturalmente da due personaggi cari a banana: Adamo ed Eva, ma visto che stiamo parlando del Giappone direi piuttosto partendo da Izanagi e Izanami. Leggi il seguito di questo post »
Da buon lettore e solutore della rivista del “Cavaliere del lavoro Gr. Uff. Dott. Ing. Giorgio Sisini Conte di Sant’Andrea” (per chi non lo avesse capito La Settimana Enigmistica) cercherò di propinare anche a voi un assaggino di “Forse non tutti sanno che…”, naturalmente di tema nipponico. Leggi il seguito di questo post »
Girellando per il Giappone è difficile non rimanere affascinati dai tratti somatici e dalle espressioni di questo popolo. Da buon fotografo dilettante anche io non ho resistito a rubare qualche ritratto di questa bella gente, cercando però di evitare di metterli al corrente che lo stavo facendo, un po’ perchè le foto “spontanee” sono sempre le migliori, un po’ perchè mi scoccia chiedere a degli sconosciuti di farsi fotografare, anche se gli sconosciuti in questione sono giapponesi, i guru delle foto inutili… Leggi il seguito di questo post »
Questo post mi è stato ispirato dalla mail del minchiele, che con una certa naturalezza che lo contraddistingue riesce sempre a illuminarmi sui grandi meccanismi del mondo. Il buon minchiele si stupisce che “[...] quella posa ridicola la fanno davvero”. Questa frase mi ha fatto davvero pensare. Ho pensato che anche io l’avrei detto se avessi visto una foto del genere seduto sulla mia poltrona-presidenziale-in-pelle-nera di casa mia, quella in italia, e probabilmente ne sarei rimasto stupito. Leggi il seguito di questo post »
Io non volevo farlo, ma vista l’insistente richiesta della mia dolce metà di vedere la mia faccia sono stato praticamente costretto dal mio immisurabile amore a calpestare la mia autostima e a farmi delle foto ridicole con l’autoscatto. Leggi il seguito di questo post »

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